Bell’essere e Space clearing

<3

Care lettrici e cari lettori, dovete sapere che sono una persona non propriamente ordinata.

Nemmeno completamente caotica, ma ordinata non è un termine che metterei tra i primi dieci aggettivi per definire me stessa.

Per questo motivo ho letto molti libri relativi a ordine, feng shui, space clearing, decluttering e ultimamente ho anche frequentato un corso di quattro incontri per apprendere i fondamenti base.

Vorrei potervi dire che sono improvvisamente diventata ordinata e che la mia casa è uno specchio 24/24, ma aimè non è così.

Allora perché parlo di space clearing, e perché lo lego al bell’essere? Perché come tutte le cose, ciascuno ha la propria misura, il proprio modo di applicare alle proprie esigenze il messaggio di base di tali concetti.

Vi capita mai di avere le idee che si affollano e una sensazione opprimente? Lasciare andare situazioni, persone e cose è qualcosa che può riservarci molte difficoltà, perché il nostro istinto, che è prima di tutto un istinto di conservazione, come dice il termine vuole appunto conservare. Vorrebbe che niente mutasse, che tutto rimanesse immobile. Ma la vita è movimento continuo.

Ecco che lo space clearing, l’arte di “pulire” gli spazi, dove la pulizia si intende soprattutto come pulizia energetica, può aiutarci tanto. Tutto è metafora, e così imparare a disfarci di oggetti che non ci danno più piacere, che teniamo per noia, per abitudine o per paura, influenza anche la nostra capacità di distinguere tra ciò che desideriamo conservare e ciò che non vogliamo più nella nostra vita, nelle relazioni.

Tengo in mano un oggetto e mi chiedo: mi piace? mi serve? mi dà gioia guardarlo? se è un regalo, viene da una persona che non mi piace o non mi piace più? lo utilizzo? da quanto tempo non lo utilizzo?

Passando in rassegna, con un ritmo basato sulle priorità della settimana, gli oggetti che affollano la mia casa, mi accorgo di quanta inutilità ho portato con me. Onoro e rispetto il valore che ciascuno di loro ha avuto nel momento dell’acquisto e nel lasso di tempo in cui mi ha accompagnato, ringrazio, e decido se quel tempo ha raggiunto la sua fine oppure ancora no.

Ciò che decido di eliminare può essere regalato a chi lo apprezza o ne ha bisogno, donato (per esempio i libri in biblioteca), rivenduto ai mercatini dell’usato. L’ultima ipotesi è l’immondizia a cui ricorro in due casi: o l’oggetto è davvero inutilizzabile, magari rotto, oppure mi ricorda qualcosa di troppo sgradevole per essere a mio agio sapendo che esiste ancora da qualche parte nel mondo!

Lo spazio liberato porta nuovo ossigeno e le idee si schiariscono…

C’è una gran soddisfazione nell’accorgersi di non avere bisogno di così tanti oggetti per vivere con pienezza.

Cosa ne pensate? Avete mai sperimentato l’arte dello Space Clearing? Se vi va, raccontatemi le vostre esperienze nei commenti sotto all’articolo 🙂

 


Foto da www.photl.com

nascosta

Post collegati (Potrebbero interessarti anche)
Come dentro, così fuori e viceversa
Quella voce che abita nello specchio
La cura
Una poesia per te
La pelle, questa meraviglia
Hennè ed erbe tintorie: altri trucchetti

Commenti

  1. Serena

    aprile 4, 2015 at 19:02

    Sperimento di continuo la necessità di space Clearing e la catarsi che ne consegue. Non mi limito alle pulizie pasquali e mi da soddisfazione anche farlo negli spazi altrui, dietro richiesta. Spesso mia suocera, infatti, mi invita far spazio e mettere ordine tra le sue cose, perchè apprezza la mia capacità di organizzare gli spazi con criterio mentre lei invece si lascerebbe solo prendere la mano dai sentimentalismi. Sono un caso raro? 😀

    • Barbara Righini

      aprile 10, 2015 at 9:09

      Cara Serena, vieni anche a casa mia 😀 😀 😀 😉 Complimenti per il tuo innato senso di spazio.

  2. lorena minardi

    aprile 22, 2015 at 14:49

    ho conservato per anni perline, pietre, residui di bigiotteria rotta o spaiata, o più semplicemente rimanenze di un negozio che ho avuto per 21 ANNI. ORA SONO INSEGNANTE E OGNI ANNO DONO QUELLO CHE MI AVANZA ALLA SCUOLA IN CUI INSEGNO E CHE CAMBIA OGNI ANNO. Quest’anno per il 25 aprile, festa dei fiori e della liberazione, ho organizzato coi bambini della scuolina di montagna presso la quale insegno il mercatino vintage, realizzando coi bimbi orecchini, bracciali, bijoux bellissimi che la gente potrà acquistare a offerta libera , il cui ricavato andrà alle scuole. Ho ripulito la casa da quete cose rotte, ho ri-creato ed ho lasciato una traccia che rimarra per sempre nel ricordo dei miei bimbi.

    • Barbara Righini

      aprile 23, 2015 at 10:13

      Che cosa bella, grazie di averla condivisa 🙂

Lascia un commento

Informativa Policy