Bimbi al sole

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L’argomento sole e solari non finisce mai di suscitare qualche ansia: mi devo proteggere? quanto? che filtri preferire?

Quando abbiamo a che fare con i bambini, la confusione e l’ansia aumentano di livello perchè ci sentiamo, e di fatto siamo, responsabili della loro salute. Vediamo insieme, allora, alcune dritte sui nostri piccoli e il sole.

I piccini di pochi mesi non dovrebbero essere esposti alla luce diretta del sole, a meno che non sia mattino presto o tardo pomeriggio.

Tenendoli quindi all’ombra ed evitando le ore più calde il solare diventa un cosmetico inutile per loro. Meno prodotti utilizziamo sulla pelle dei nostri bebè in questo periodo della vita, meglio è. Ricordiamo infatti che la loro pelle sta ancora sviluppando le proprie difese.

Dai due ai cinque anni, i solari diventano utili: i bimbi giocano, specialmente in riva al mare e sarebbe un peccato privarli dei  loro castelli di sabbia, così come lasciare che si scottino per questo. Vale sempre la precauzione di esporli al sole negli orari concessi (primo mattino, tardo pomeriggio). Il solare, che va preferito tra quelli a base di filtri fisici, è da riapplicare ogni ora. Non dimenticatevi un cappellino! Nelle ore centrali della giornata è molto meglio farli riposare o giocare all’ombra.
Di sera una bella doccia con un detergente delicato ecologico e una crema doposole che contenga buoni ingredienti lenitivi,come estratto di liquirizia, bisabololo, calendula, malva, aloe.

Dai sei anni in poi, i bambini cominciano a diventare autonomi. I solari da preferire sono sempre a base di filtri fisici, ma poiché spesso sono difficili da spalmare o non sono waterproof, un mix fisici-chimici potrebbe essere un buon compromesso. E’ importante facilitare l’operazione dell’applicazione di un solare, in modo che siano incentivati a farlo anche da soli, appena un po’ più grandicelli. In questa fase serve molto essere d’esempio per far apprendere e consolidare la buona abitudine a godere del sole in modo protetto. Come sempre, evitare le ore più calde, bere molto per reidratare i liquidi, mangiare tanta frutta e verdura fresche sono il corollario per preparare il fisico a tollerare l’azione ossidativa delle radiazioni solari.

Se per primi noi sfuggiamo a queste semplici modalità, se ci scottiamo, se non ci proteggiamo, se ci esponiamo in maniera sconsiderata, il nostro esempio non sarà coerente e tenderemo a sottovalutare i rischi anche per i nostri bambini.

Vale la pena infine ricordare che il sole ci regala tantissime risorse: migliora l’umore, aiuta il nostro organismo a sintetizzare la vitamina D, fondamentale per il  nostro scheletro, ci rende più attivi e vivaci, facendoci venire voglia di stare all’aria aperta,  nella natura. Avere un’attenzione particolare, proteggere, vuol dire raggiungere quell’equilibrio tra benefici e rischi che ci permette di godere appieno dell’estate.

 


Per approfondire e trovare altri numerosi consigli su come stare al sole “Sole, dal problema alla risoluzione“. Della dott.ssa Riccarda Serri.

Foto da www.photl.com

 

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