Godersi il sole… con prudenza

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Qui a Pescara, città da dove scrivo, la primavera è iniziata con un aumento di temperatura, ma anche tanta pioggia. Però sappiamo che tra poco arriverà il caldo e che il sole ci spingerà all’aperto, per godere della luce e del calore che l’estate ci regala.

Ogni anno di questi tempi ci si pone quindi la questione della protezione solare. Dobbiamo proteggerci dal sole? Sempre? Solo in spiaggia?  Come scegliere il prodotto giusto?

UVB, UVA e fattori di protezione

Iniziamo col dire che le radiazioni che possono creare danni alla nostra pelle sono due tipi di raggi ultravioletti: gli UVA e gli UVB.

Gli UVB sono quelli che innescano una risposta immediatamente visibile, cioè l’arrossamento. Hanno infatti una funzione eritematogena, che serve come campanello d’allarme per dirci “hey, se resti ancora un po’ al sole ti scotterai”! Questi raggi non trapassano il vetro.

Gli UVA invece non innescano nessuna reazione visibile, ma danneggiano in modo molto più subdolo. Trapassano il vetro e sono capaci di raggiungere lo strato più profondo del derma, contribuendo all’invecchiamento della pelle e nei casi più gravi alla creazione di danni cellulari che predispongono a tumori cutanei.

Poiché arrossamenti e scottature sono visibili e dolorose, ci si è concentrati molto sul ripararsi dagli UVB, mentre solo negli ultimi anni si è cominciato a porre attenzione anche agli UVA, tanto che la legge richiede che una crema solare abbia una protezione UVA pari ad almeno 1/3 di quella UVB dichiarata. La protezione UVB è indicata come SPF (Sun Protection Factor) ed è per questo motivo, cioè per la necessità di definire un grado di protezione globale che tenga conto non solo degli UVB, ma anche degli UVA, che ora si indica, a fianco al SPF o in sostituzione, un grado di protezione che va da bassa a molto alta.
In altri termini, se trovate una crema solare a media protezione, sarà intorno a 15-20 SPF. L’altissima intorno a 50+.

Riassumendo: gli UVB ci fanno scottare, gli UVA danneggiano in profondità senza farsi sentire, è quindi necessario proteggersi adeguatamente da entrambi, cosa che vale anche quando si è abbronzati, perché a quel punto gli UVB non ci faranno nulla, ma gli UVA invece sì!

Quanto proteggersi?

Le radiazioni solari non sono sempre ugualmente potenti. In Italia per esempio il loro picco si raggiunge nel mese di luglio, nella fascia oraria tra le 11 e le 14. A seconda del luogo, del periodo dell’anno, della fascia oraria, avremo bisogno di una protezione più o meno importante. In alta montagna, per esempio, sappiamo che nonostante non faccia caldo, è facilissimo scottarsi. Passeggiando per la città, è un po’ meno frequente.

Anche la quantità di tempo che trascorriamo al sole ha il suo peso, l’età (i neonati non andrebbero mai esposti alla luce diretta del sole, se non brevemente e in orari molto tranquilli, come il primo mattino o il tardo pomeriggio) e soprattutto quello che viene definito il nostro “fototipo“. Più la nostra pelle è chiara e più ci scotteremo con facilità, ma ricordiamoci che, anche se siamo olivastri, gli UVA agiscono comunque.

Quali filtri preferire?

I filtri solari sono ingredienti che hanno il compito di schermarci dai raggi solari. Si dividono essenzialmente in due tipologie, entrambe con lati positivi e lati negativi:

  • filtri chimici: sono molecole che “catturano” la radiazione impedendole di raggiungere la nostra pelle. Funzionano trasformandola in calore o fluorescenza.
    Pro: anche quando presenti in quantità da altissima protezione, non rendono il prodotto pastoso. Possono essere quindi utilizzati in spray, gel, stick.
    Contro: sono sostanze non ecologiche, inquinanti, che possono spesso dare allergie e generare eritemi.
  • filtri fisici: sono particelle di polveri minerali, di solito ossido di zinco e biossido di titanio. Funzionano come piccolissimi specchi, che riflettono la luce.
    Pro: sono ben tollerati e sono gli unici attualmente ammessi nei disciplinari di cosmesi ecologica.
    Contro: tendono a sbiancare e per questo è difficile possano essere impiegati per formulazioni ad altissima protezione, restando tendenzialmente intorno all’alta protezione (circa SPF 30). Sono inoltre rischiosi se impiegati in formula “nano”, ovvero in particelle dalle dimensioni così piccole da poter entrare in circolo. L’impiego di nanoparticelle deve essere comunque sempre dichiarato in etichetta.

Il ruolo degli antiossidanti

Esporsi al sole, come avrete ormai capito, sottopone la nostra pelle ad un forte stress ossidativo. Per proteggerla ulteriormente quindi, non bastano solo i filtri, ma i prodotti migliori contengono una buona dose di sostanze antiossidanti, che variano dalla vitamina E, al gamma-orizanolo, sino a molecole di ultima generazione. Non va comunque dimenticato il ruolo importante che gli antiossidanti svolgono se ingeriti: via libera quindi a frutta, verdura, semi oleaginosi e, perché no, un integratore ad hoc per il sole.

Godersi il sole

Il sole ci porta luce, calore, influisce sul nostro umore e ci serve per produrre vitamina D, necessaria al nostro scheletro. Insomma ci fa bene, non solo male. Privarsene sarebbe quindi un peccato. Cerchiamo allora di seguire i consigli che ogni anno ci vengono proposti da qualsiasi rivista o trasmissione televisiva: non esponiamoci nelle ore più calde; utilizziamo occhiali da sole, cappelli; manteniamoci idratati bevendo molto; scegliamo protezioni solari ad hoc per le nostre esigenze; ricordiamoci di riapplicare il prodotto più volte durante la giornata. Da parte mia aggiungo: evitiamo di tenere i filtri sulla nostra pelle anche di notte e quindi  laviamoci bene a fine giornata, così da eliminare tutti i residui. Utilizziamo  poi su viso e corpo prodotti idratanti ricchi di antiossidanti nella forma che preferiamo: gel, creme, oli, spray. Infine, ma non meno importante: prestiamo molta attenzione ai segnali del nostro corpo, lui ci avvisa sempre quando è ora di andare all’ombra!

 


Fonti consultate:

http://ec.europa.eu/italia/attualita/archivio/salute/113aa9c0b68_it.htm

Dermatologia Cosmetica, Leonardo Cellano, edizioni Tecniche Nuove

 

Foto da www.photl.com

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Commenti

  1. maria sibilla

    giugno 8, 2013 at 9:05

    grazie Barbara
    da quella serata illuminante dove ho avuto il privilegio di ascoltarti all’Eurac di Bolzano, non mi ricordo più l’anno ma da allora ho sempre seguito i tuoi preziosi consigli (e usato i tuoi prodotti) ti ringrazio molto per l’mpegno che porti avanti…
    con affetto Sibilla (allibis) da Bolzano

    • Barbara Righini

      giugno 8, 2013 at 9:13

      Ti ringrazio di vero cuore, Sibilla <3

  2. Cornelia

    maggio 24, 2014 at 11:50

    Ottimo articolo, chiaro e conciso! 🙂

    • Barbara Righini

      maggio 24, 2014 at 12:10

      Grazie Cornelia 🙂

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