Il cammino dell’eroe: uomini speciali si raccontano

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Quando si parla di autoconoscenza, interiorità o di spiritualità spesso ci si rivolge ad un pubblico perlopiù femminile, di fatto la maggioranza in quest’ambito, anche perché da sempre naturalmente a contatto con queste dimensioni. Da un po’ di tempo il cerchio è sempre più ampio e sta accogliendo un numero di uomini sempre crescente che manifesta interesse e partecipazione di notevole qualità. Se ricordate ne avevo parlato in un articolo precedente – Quando l’uomo si svela: gli uomini che cambiano in cui vi raccontavo di una rinnovata sensibilità del mondo maschile e del suo desiderio di integrazione.

Oggi voglio raccontarvi la loro diretta testimonianza, perché spero che possiate provare gli stessi brividi, lo stesso stupore e la stessa tenerezza di fronte a tanta profonda sensibilità . Quante volte abbiamo rimproverato gli uomini di parlare il solo “linguaggio di Marte”? Quante volte ci siamo sentite sole ed incomprese o abbiamo ceduto alla rassegnazione che su “certi piani” non potesse esserci dialogo? Non è così care amiche, alcuni uomini davvero speciali hanno deciso di mettersi in gioco e di fare il viaggio più oscuro e più intrigante all’interno di sé. Sono i fratelli del Cerchio di Fratellanza, un percorso di autoconoscenza tutto al maschile, uno spazio unico e protetto dove si compie ‘il viaggio dell’eroe’ all’insegna della riscoperta delle proprie risorse e dell’integrazione con il femminile, sia come dimensione psichica interiore che come relazione con l’altra metà del cielo.

 Ecco cosa ha voluto condividere uno di loro poche giorni fa, in una serata magica e toccante. Era il momento conclusivo del percorso di quest’anno, che ha visto riuniti i Cerchi di Sorellanza e Fratellanza all’insegna dell’incontro e dell’integrazione. Questo il bilancio di un anno, per lui molto speciale :    

“Traccia uguale, ma sensibilità ed attenzione rivolta sempre a nuovi elementi. Come la rilettura di un libro o lo stesso percorso di viaggio ripetuto, ogni volta si colgono delle sfumature e particolari diversi, perché tu cambi, le percezioni cambiano, la chiave di lettura arriva a livelli più profondi. Lo spunto dei nuovi fratelli, è nuova linfa. Emozionante vedere uomini che partono solo con la voglia di capire meglio se stessi ed il progetto, di cui non si ha idea del contenuto. Non conoscono il loro movente che é inconscio. All’inizio sono confusi, non mettono a fuoco. Qualcuno lascia, non è semplicemente pronto, magari si riprende in futuro. Gli altri si mettono in gioco, sempre più si mettono a nudo, man mano che l’esperienza permea il loro intimo profondo. Allora accade il piccolo miracolo: dalla crisalide nasce la farfalla! Come un bambino che diventa adulto. Nasce la consapevolezza del lavoro che viene vissuto, svolto. La crescita si fa strada nelle viscere del loro essere e lavora, sconvolge, meraviglia, entusiasma, spaventa. È un percorso con tante svolte e a volte è traumatico a volte rinvigorente, ma sempre estremamente emozionante. Fatto di alti e bassi, cadute e risalite, fatto di tanto coraggio, sempre. Questo, per chi è spettatore del processo, assomiglia alla gioia della nascita di un figlio, anzi, alla maturazione di un fratello, che vive la tua stessa famiglia. E’ un’autentica meraviglia partecipare alla crescita. Ti fa rivivere il tuo stesso percorso, ciò che sono stati i tuoi stati d’animo, quello che hai già vissuto. Al tempo stesso c’è il tuo lavoro personale, il tuo percorso,  e ti osservi. Un cerchio vissuto e rivissuto che non è mai uguale al cerchio precedente. Tu cambi, tu evolvi. La rappresentazione simbolica per me è quella della spirale evolutiva. Quest’anno ho cambiato modalità di stare nel cerchio, più passivo, più introspettivo, più rivolto a sentire le energie che si muovevano dentro, meno riflessivo e meno razionale. Ciò che ho sentito è stato come un fiume che rompe gli argini, è stato incontrollabile e non ho provato a controllarlo, ho lascito che le emozioni fluissero libere dentro di me, semplicemente le ho ascoltate ed osservate. I risultati sono stati indescrivibili. Ho scoperto qualcosa di completamente nuovo, intenso, gratificante. L’inconscio ne ha giovato molto e i riflessi nella vita quotidiana sono stati importantissimi. In ultimo quest’anno c’è stato quello che definisco il momento di svolta del lavoro: l’unione dei cerchi, maschile e femminile: la mia anima non è mai stata accarezzata con tale dolcezza. Emozione che ricorderò vivida per tutto il resto dell’esistenza terrena.”

Quando il maschile ed il femminile si incontrano, il terreno è quello dell’ascolto e dell’empatia. Sospendere il giudizio ed il pre-giudizio per accogliere ciò che arriva e giungere ad una vera, profonda comprensione reciproca. Molte donne da millenni portano i segni di una ferita di relazione con l’altro sesso, essere disposti a sentirla, trasformarsi da attori a testimoni e scudi di tanta vulnerabilità, ha permesso a questi uomini coraggiosi di proseguire sulla strada dell’eroe.

“Ieri mi sono sentito al mio posto. Indossare la maschera dell’Uomo è stato pesante e difficoltoso, come lo è ogni ruolo che, di volta in volta nel corso della vita, siamo portati ad assumerci. Tuttavia ne è valsa profondamente la pena perché la vita sarà sempre una storia ricca di momenti drammatici e dolorosi, e fin troppo spesso sono proprio le persone che amiamo di più (e che più ci amano) a infliggerci i colpi più brutali … ma ieri,  ho capito che a ogni ferita si può rispondere con la sacra intenzione di restare, di assumersi la propria responsabilità, di partecipare al dolore altrui per guarirlo e per guarire. Ieri ho imparato come si trasforma la tragedia in gioia vitale …”

E poi la ricchezza del dopo, l’emozione condivisa, la gioia di esserci, di ringraziare e di sentirsi parte di una famiglia:

Orgoglio e coraggio, le due energie che riporto dal rituale dei cerchi. Orgoglio di aver portato un maschile sano, presente, forte, accudente; orgoglio di essere stato parte integrante del cerchio delle sorelle, potente, magico, alchemico, pieno di sacralità; orgoglio di far parte di questa famiglia dove le anime si scelgono e dove i passi vengono fatti insieme, nel rispetto dei tempi e delle esigenze di ciascuno; orgoglio di avere Zuleika come guida e come esempio; orgoglio di poter dire: ho fatto anch’io la mia parte. E poi il coraggio, quello che in quest’anno mi ha portato nel cerchio, quello che in quest’anno mi ha fatto perseverare, mi ha fatto sperimentare, mi ha fatto abbattere barriere, quello che, a volte, mi ha fatto affrontare a viso aperto la paura e quello che mi ha portato ieri sera con tutti voi. Grazie di cuore a tutti, siete la forza, l’esempio, lo stimolo, il lato bello e prezioso da conservare, da proteggere e da veder crescere da un germoglio forte. E, per ultimo, grazie alla mia anima che ha scelto dove condurmi e quando, per poter crescere e diventare ciò che essa ha necessità di essere …”

C’ero anch’io l’altra sera e voglio condividere con voi la gioia di un’appartenenza, la certezza di una possibilità e l’esperienza della magia realizzata. Così come scrivere su questo blog, è davvero un privilegio perché mi dà l’opportunità di fermarmi a riflettere ancora più a fondo su tematiche per me vitali, che sebbene facciano parte del mio quotidiano, non smettono mai di stupirmi e rinnovarsi anche grazie all’esperienza di chi le vive insieme a me.

 

 

 

Per approfondimenti:

–          sull’esperienza della Sorellanza, vi rimando ad un mio articolo precedente “Sorelle si diventa … in cerchio”

–         sui Cerchi di Sorellanza e sul Cerchio di Fratellanza maggiori informazioni sul sito web www.centroavalon.it

 

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