Il compito d’Italiano

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Ero seduta davanti al mio computer, pronta a scrivere il nuovo articolo, quando mio figlio Simone mi ha detto: “Mamma, abbiamo fatto il compito d’italiano, oggi, vuoi sentirlo?” e al mio assenso, ha cominciato a leggerlo.

Quando ha terminato, non sapevo cosa dire. Non era solo emozione o orgoglio ma la consapevolezza di aver ricevuto una lezione di vita da un ragazzo di quasi sedici anni.

Così ho pensato che meritava una prima pagina.

Quando m’immagino nel futuro, non vedo una vita perfetta; in realtà penso che il futuro lo costruiamo noi con scelte e decisioni che prendiamo o a volte  che “accettiamo” di prendere nel presente… quindi chissà se tra dieci anni sarò uno chef di fama internazionale o per qualche strano motivo un manager aziendale.

Di sicuro sarò qualcuno che percorrerà strada, per il semplice fatto che ho sempre puntato alto e non ho intenzione di smettere. 

Spesso immagino non Cosa sarò in futuro, bensì Come sarò.

“Mi spiego meglio”.

Immagino che tipo di persona, di uomo sarò; se manterrò i miei valori, il mio carattere o le mie ideologie.

Più che immaginarmi in un futuro lontano o vicino dove non riesco a visualizzarmi preferisco sperare; preferisco sognare.

E sognare per me è molto importante.

Sogno di vivere per qualche anno a New York, una città che mi ha fatto innamorare ogni volta che l’ho visitata, in una bella casa, a Brooklyn, che guarda lo skyline della city; sulla mia bella terrazza al tramonto, dopo una giornata di lavoro, con una birra fresca e il mio cane.

Sogno una vita che viaggia sulla via della serenità, una vita che porti soddisfazione, allegria e amore.

Sogno di dirigere il London Restaurant  sulla dodicesima strada, sogno di attraversare quel tappeto rosso consapevole di aver raggiunto l’apice.

Magari poi, ricomincerò a viaggiare, inseguendo questa passione per la cucina, per la vita, perché il cibo è vita.

Magari andando sei mesi in India, cinque in Francia e otto in Australia.

Imparando e insegnando…..studiando il sapere e stando con quel che c’è!

Cercando quella sensazione di pace assoluta che mi regala il saper cucinare, cercando una compagna di vita che la pensi al contrario di come la penso io, cosi che mi possa completare.

Sogno e spero, di ritrovarmi, poi, over cinquanta, nel mio locale ricco di tre stelle Michelin, a Ushuaia, la fine del mondo, l’estremità più a sud della terra, guardando stavolta l’orizzonte, sempre con una birra fresca, il mio inseparabile amico a quattro zampe e la mia compagna, consapevole del fatto che la serenità è sempre stata con me, ero io che la cercavo troppo.” 

Spesso non sappiamo vedere ciò che abbiamo sotto gli occhi e dimentichiamo che la vita dipende dal punto di vista con cui la guardiamo; sovente dimentichiamo di sognare; quotidianamentemente smettiamo di immaginare, di chiedere, di credere.

A tutti gli adulti perché ricordino di essere stati dei ragazzi.

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Commento

  1. stefania

    dicembre 5, 2014 at 19:54

    Simone è un ragazzo straordinario, di cui la sua splendida mamma ha saputo nutrire corpo, mente ed anima. Digli grazie da parte mia per essere un così nobile alfiere dei sogni 🙂

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