Il counseling in azienda

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Essenzialmente gli argomenti che saranno trattati in questo spazio riguardano il counseling ed in particolare quello aziendale. Poiché i contesti organizzativi parlano un linguaggio assai complesso e talvolta incomprensibile, la mia ambizione è quella di apportare notizie e suggerimenti alla sfera imprenditoriale affinché siano possibili un approfondimento e una formazione continua nell’ambito predetto. I professionisti della relazione di aiuto coinvolti nell’ampio quadro delle aziende potranno attingere a quanto con modestia sarà da me riportato e collaborare con aggiunte, osservazioni e, perché no, anche critiche. Penso che la formazione continua nell’ambito imprenditoriale sia necessaria perché costituisce la premessa per lo sviluppo di una cultura d’impresa che in questo momento cerca nuove affermazioni e approdi sicuri.

Per poter rispondere alla sfida dei mercati globali, per affrontare la nuova dimensione economica internazionale, le aziende si trovano oggi a dover organizzare profondi cambiamenti, giacché alcuni aspetti della loro struttura interna non sono più adatti alla nuova realtà che si va formando. La  situazione che si profila è molto complessa ed esige dalle aziende una continua capacità di adattamento, in un’era di cambiamenti e trasformazioni rapide. Il modello mentale e manageriale utilizzato fin’ora, basato su una struttura gerarchica piramidale e su un’organizzazione funzionale del lavoro, si sta rivelando troppo rigido ed uniforme per la realtà dinamica del XXI secolo, e sono in fase di elaborazione e sperimentazione nuovi modelli organizzativi che possono far fronte alle esigenze emergenti. Le principali richieste della realtà economica attuale alle aziende sono: flessibilità, velocità ed innovazione. La flessibilità ha lo scopo di permettere un adattamento continuo delle forme, delle strategie, dei ruoli e degli obiettivi, e può essere ottenuta solo attraverso un’impostazione interdisciplinare del lavoro e la promozione del lavoro di gruppo. La velocità può essere garantita da uno snellimento dell’apparato burocratico e gerarchico. L’innovazione viene favorita ogni qualvolta vengono create le condizioni che esaltano la dimensione creativa dell’individuo e del gruppo. La curiosità, la libertà da pregiudizi e preconcetti, l’elasticità mentale costituiscono elementi innovativi che si trasferiscono alle aziende. La riduzione della gerarchia, l’organizzazione orizzontale e non più verticale all’interno di un’azienda e la gestione intelligente delle persone che vi lavorano all’interno sono i cambiamenti più sostanziali ed anche più difficili da realizzare e che si richiedono al management. Pertanto il ruolo del manager si trasforma e acquista una nuova funzione, da supervisore diventa garante delle condizioni ottimali per il lavoro dei diversi gruppi e gli viene affidata la funzione più importante all’interno dell’azienda, ovvero il coordinamento del potenziale umano. La crescita di un’azienda è proporzionale alla capacità delle persone di migliorare giorno per giorno ed è legata quindi alla loro capacità di sentirsi motivate e affezionate all’ambiente di lavoro che deve essere sereno e stimolante, in cui l’uomo, non più impiegato, possa riconoscere e sfruttare tutte le sue capacità. La crescita personale dell’individuo e la salvaguardia del suo benessere fisico e psichico diventano a tal  punto funzionali ad una buona attività tanto che, per esempio, negli Usa le aziende hanno spesso un servizio di counseling a disposizione dei dipendenti. Ma questo non è che un ruolo secondario per il counseling nel mondo aziendale, giacché sta diventando sempre più evidente quanto necessario che il manager non sia solo un utente ma anche esperto di quest’arte per imparare come creare un clima di apertura al dialogo e di cooperazione nel gruppo di lavoro, tra i diversi gruppi e successivamente tra i diversi livelli organizzativi. Per poter mettere l’impresa ed ognuno dei suoi membri in condizione di crescere e svilupparsi al passo con i nuovi bisogni, d’incanalare tutte le energie verso obiettivi strategici comuni, il manager in prima persona deve sviluppare qualità di ascolto, attenzione, empatia, deve conoscersi bene e sapere come ottenere il meglio di sé per poterlo chiedere ed ottenerlo anche dagli altri. Gli elementi di confronto, che diventano parte integrante di un lavoro consapevole, sono, tra gli altri, la personalità dell’individuo ed i valori da lui riconosciuti nell’ottica di una crescita costante e di una formazione continua. Il punto di partenza di una discussione costruttiva prende lo spunto dalla comprensione degli esseri umani e di chi sono realmente, al di là dei luoghi comuni. L’uomo infatti è qualcosa di più del corpo che possiede, del lavoro che svolge,  della posizione sociale che occupa. La donna è qualcosa di più dell’essere madre, dell’aver fascino e dello svolgere un certo ruolo centrale nel nucleo familiare. Tutti questi aspetti svelano il modo parziale con cui esprimiamo noi stessi e, di conseguenza, esprimiamo la nostra personalità.

Citando Rollo May (L’arte del counseling, edizione Astrolabio), ciò che caratterizza la personalità è la libertà, individualità, integrazione sociale e la tensione religiosa. Potremmo concludere affermando che la personalità del manager è il realizzarsi delle sue aspettative di vita, atteso che egli sia libero, socialmente integrato e psicologicamente consapevole. Ma di questo parleremo in seguito….

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