Il meeting aziendale

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Le riunioni, in azienda, rappresentano, da sempre, il cruccio e delizia delle persone che lavorano in essa.

Per ogni esponente, infatti, mantengono le stesse caratteristiche: sono cruccio, per chi le prepara, perché implicano ore di lavoro, di dati, di verifiche.

Sono altresì delizia, poiché palcoscenico di potere e autorità.

Per chi le vive, o meglio le subisce, diventano  cruccio  rappresentando ore interminabili in aula, nell’ascolto spesso dell’ovvio e, al contempo, delizia, in quanto, momenti fantastici di critica feroce verso il management.

Le riunioni, in verità, sono momenti fondanti di un’azienda, dove si dovrebbero rinforzare i patti di fiducia e riconfermare la propria adesione al progetto aziendale.

Nulla vieta che siano permeate di allegria e divertimento.

Quest’ultimo, anzi, è lo strumento che, da sempre, permette d’interiorizzare concetti, idee, emozioni.

Si può parlare di market share o di concorrenza, anche distesi su un prato o seduti per terra su comodi cuscini, aiutati dall’allegria e dalle risate ad assorbire argomenti importanti.

Importante non è sinonimo di serietà o di toni monocorde nonostante i cliché riproposti da manager, spesso poco lungimiranti e soprattutto ripiegati su se stessi, siano proprio questi ultimi.

Ma ri-unione significa unire di nuovo, avere momenti dove rafforzare lo spirito di gruppo; rappresenta l’occasione per esprimere vedute diverse, per accogliere suggerimenti provenienti dai partecipanti, per comprendere, insieme, quali azioni intraprendere, per modificare andamenti, ottenere risultati, cambiare gli scenari presenti.

Questi momenti non devono servire a sancire l’autorità del manager ma a permettere, attraverso una sperata autorevolezza, di far spazio ai partecipanti, di lasciare che le loro idee trovino un palcoscenico pronto ad accoglierle e abbracciarle o quanto meno a vagliarle.

Inevitabilmente il gioco è lo strumento principe per ottenere questo. Il gioco inteso come esperienza rivolta a situazioni completamente diverse dalle lavorative e che ben rappresentino una metafora della vita aziendale.

Fiducia e Gioco sono i due elementi imprescindibili che portano al successo.

La fiducia, l’affidarsi, il con-fidare nell’altro, che esso sia al vertice o poco più giù, significa riconoscere la possibilità di percorrere strade diverse, di sperimentare, di ascoltare con interesse ciò che ognuno esprime.

Giocare è, invece, uno stato d’animo, che introduce nuove energie nel lavoro e che fa scaturire soluzioni creative.

Il gioco, tanto dimenticato, è quella sensazione di spensieratezza che si libera in noi quando affrontiamo un compito con entusiasmo e senza paura.

Anche nel mondo del lavoro.

 

Commenti

  1. Giulia

    dicembre 28, 2013 at 8:31

    Grazie..faccio tesoro dei contenuti dell’articolo, sebbene il binomio importante-serio sia difficile da scindere..ed il concetto di gioco, inteso come esperienza sia qualcosa di molto lontano..

    • Sabrina De Federicis

      dicembre 28, 2013 at 16:52

      Cara Giulia,
      puoi sperimentare direttamente e ti accorgerai che è meno lontano di quanto tu possa immaginare. Prova e fammi sapere. Un caro saluto

      Sabrina

    • Gerardo

      gennaio 7, 2014 at 8:22

      Cara Giulia, concordo pienamente con Sabrina.

      • Sabrina De Federicis

        gennaio 13, 2014 at 8:41

        Grazie Gerardo! La sperimentazione apre visuali davvero inaspettate! 🙂

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