La motivazione e la demotivazione in azienda

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Cari amici e lettori, cos’è la motivazione?

La motivazione, in un contesto organizzativo, è quella forza che spinge l’azione di individui diversi tra loro verso il conseguimento di obiettivi comuni , nel rispetto degli interessi generali.

I fattori motivazionali riguardano l’individuo che per definizione è un soggetto operante a vari livelli di esperienza.

L’esperienza di Giacomo è illuminante.

Lui ricopre la carica di direttore amministrativo di un’azienda che si occupa della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

Persona pragmatica e pignola, cura ogni dettaglio del lavoro che deve svolgere e pretende dai collaboratori ordine e rigore.

Qualsiasi imprecisione anche piccola e rimediabile è per lui fonte di stress e confusione, tanto che ogni sera ricontrolla l’operato dei dipendenti, per bloccare sul nascere le conseguenze negative che egli vede molto più gravi di quanto siano in realtà.

Puntualmente, ogni sera, rileva qualche mancanza, anche perché questo suo atteggiamento di controllo e perfezionismo genera nel personale uno stato di abbattimento e inquietudine che fa aumentare le probabilità di errore.

Questi due atteggiamenti,controllo e sfiducia da parte di Giacomo, insicurezza e disagio nel personale, aumentano il malumore reciproco che crea danni a tutti.

Giacomo è sempre più convinto che …”chi fa da sé fa per tre”…,mentre i dipendenti, specie i migliori, sentendosi frustrati, si stanno guardando intorno per cercare nuovi impieghi.

Classica situazione che passa attraverso l’accentramento ed il controllo compulsivo.

In questa visione dello stato d’animo generale, ovviamente l’interesse, l’ansia e la chiusura del singolo prevale e si sovrappone agli interessi generali, deprivando cosi le persone che lavorano in azienda di poter svolgere le proprie mansioni in tranquillità e serenità.

L’ansia dell’insicurezza genera incertezze che riverberano a tutti i livelli aziendali.

La mortificazione delle persone che lavorano nei contesti organizzativi dev’essere sempre evitata, perché  ferisce la sensibilità ed in particolare demotiva i dipendenti che a loro volta si sentono a disagio nella loro ampiezza emotiva, nella loro capacità di sentire e nella loro intelligenza emotiva.

E’ evidente che questo stato genera ulteriori ansie, stress e ferite, producendo ovviamente danni all’azienda e di conseguenza al personale tutto.

La visione rispettosa dei rapporti interpersonali in azienda è tanto più efficace quanto meno si usa il controllo per dirigerla, permettendo di lasciarla accadere in modo focalizzato.

Si potrà cosi utilizzare il processo di responsabilizzazione demandando fiduciariamente  incarichi ai collaboratori che cosi si sentono maggiormente coinvolti.

Percepire la motivazione che coinvolge le persone,significa concepire mentalmente,emotivamente e fisicamente il risultato che si vuole ottenere.

Le persone vanno motivate attraverso tanti processi e con particolare cura ed attenzione.

Cito il piccolo Budda …”se tiri troppo la corda di una chitarra la romperai,se la lasci troppo lenta,non suonerà…”

Penso sia davvero una saggia affermazione, e gli elementi per rendere operativa una scelta motivazionale, passano per un esempio da dare, un comportamento costruttivo, un arricchimento morale e materiale del gruppo di lavoro ed un miglioramento dei rapporti interpersonali.

Un abbraccio a tutti, alla prossima.

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