Quando l’uomo si svela: gli uomini che cambiano

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Ultimamente la qualità ed il tono dei discorsi che sento fare tra uomini è mutata. Sento nell’aria, una rivoluzione in atto, una destrutturazione lenta e sono certa non indolore, che sta da un lato togliendo loro corazza e protezione, dall’altro svelando qualità insospettate, o per meglio dire a loro non accessibili sino a qualche tempo fa. Mi riferisco ad una certa sensibilità meno censurata e più condivisa, alla voglia di abbandonarsi alla tenerezza senza vergogna, al gioco che non sia solo competitivo, al gusto del bello e non solo del funzionale, alla riscoperta dei sensi nel quotidiano, come ad esempio in cucina come atto creativo, e tanto altro ancora.

Sensibilità, tenerezza, creatività, bellezza, sensi … concetti fino a poco tempo fa inconciliabili con il mondo maschile, ma elementi di sicuro appannaggio e dominio delle donne, o per meglio dire del femminile. Perché questa distinzione? A livello interiore quando si parla di maschile e femminile non ci si riferisce a identità sessuali o di genere ma ad energie psichiche, contemporaneamente presenti in tutti noi, corredo genetico umano esattamente come quello dei cromosomi x e y. La prima espressione dell’aspetto logico-razionale e delle qualità del fare, l’altra di quello intuitivo-emozionale e delle qualità dell’essere. Chi di noi non riconosce in sé entrambe tali prerogative? Diremmo che è questione di proporzioni, variabili dai contesti storici, culturali e socio-ambientali.

Credo che la cultura odierna, avendo rimosso molti dei tabù e delle barriere di separazione tra uomini e donne, abbia finito per creare un’area di avvicinamento, una zona franca dove ognuno ha potuto osservare l’altro e riconoscere in sé degli aspetti mancanti anche se presenti. Specchi nuovi, ineludibili e potentissimi per osservare, riconoscere e poi? Che fare? Di tutto, come constatiamo ogni giorno. Ammirare, emulare, competere, invidiare, paralizzarsi, annientarsi, trasferirsi dall’altra parte, ignorare e far finta di niente, rifiutare di guardare ancora, voltare le spalle, allontanarsi, provocare, offendere, dichiarare guerra. Mille reazioni controverse, segno di un terremoto sociale ed emotivo ancora in atto, la cui onda lunga ancora ci spinge a risposte nuove, meno estreme di quelle precedenti e più orientate all’unico processo sano e rispettoso di sé e dell’altro: l’integrazione.

Questo è ciò a cui mi riferivo in apertura, all’accettazione naturale di alcune caratteristiche del femminile che rendono certi uomini davvero speciali; alla ricerca di un modo equilibrato ed autentico di essere se stessi, liberati da scudi ed armature e dall’ansia di dover apparire invincibili; alla voglia di aprirsi e comunicare il proprio mondo interiore, un territorio semi-inesplorato di cui alcuni indomiti viaggiatori stanno imparando coordinate ed alfabeti.

Alcuni di loro sono per me fratelli, compagni di viaggio nei Cerchi di Sorellanza e di Fratellanza. Così come per la Sorellanza, di cui vi raccontavo in un articolo precedente, esiste uno spazio analogo tutto al maschile, chiamato appunto Cerchio di Fratellanza ove si compie il viaggio dell’eroe alla scoperta di sé, dei propri draghi e dei propri tesori. Il vero eroe si manifesta nel quotidiano e nella normalità, dove l’impresa non può essere frutto del caso ma è richiesta ogni giorno per sfuggire ai comportamenti automatici, mantenere consapevolezza e aver voglia di imparare sempre. Qui ogni uomo sceglie di fermarsi ad osservare e apprende qualcosa a cui non è abituato: sentire, riconoscere e comunicare le proprie emozioni realizzando l’integrazione tra energie del maschile e del femminile. Qui si realizza la ierogamia, il matrimonio sacro, l’unione alchemica che deve avvenire prima di tutto dentro di noi.

Un uomo sa essere davvero sorprendente quando toglie elmo e corazza e, vincendo la paura di sentirsi vulnerabile, mostra il meglio di sé; poi penso alla struggente canzone di Mia Martini “Gli uomini non cambiano” e sorrido grata pensando a tutti quegli uomini che invece lo fanno.

 

 

Per saperne di più:

Z. Fusco, Viaggio nelle Energie del Maschile, Xenia Edizioni 2012

S. Nanni, Sorelle si diventa … in cerchio

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Commenti

  1. mauro

    marzo 21, 2013 at 13:31

    bellissimo…. l’ansia di dover apparire invincibili…. poter mostrare le debolezze senza paura di sentirsi mezzi/uomini …. a volte è molto doloroso passare per questa porta, la guardi e sai che solo se l’attraversi vedrai con occhi diversi, ma quanta paura. grazie Stefy.

    • Stefania Nanni

      marzo 21, 2013 at 18:05

      Grazie Mauro per gli apprezzamenti e la sincerità.
      Confidando la tua paura, sei esempio tangibile di quegli uomini nuovi che l’ammettono e ne parlano aprendo nuove strade al sentire e alla comunicazione a tutti i livelli. Come membro del Cerchio di Fratellanza, puoi ben testimoniare quanto raro ed unioo sia il vostro spazio e quanta forza si ricavi dall’accettazione e dalla cura delle proprie fragilità, specialmente in gruppo.
      Lancio un sassolino nello stagno … forza fratelli, aspetto le vostre testimonianze; come ben sappiamo condividere vuol dire restituire e creare spazio per ricevere ancora di più 😉

  2. Francesco Di Clemente

    ottobre 27, 2015 at 21:16

    Cara Stefania, quanta grazia e quanta attenzione nel descrivere la trasformazione che in quest’epoca “nuova” l’uomo, il maschio, inizia dapprima a comprendere come necessaria e poi lentamente, come è suo fare, ad approcciare. Si fanno i conti con l’uscire dal seminato, con la necessità di scoprirsi e nello stesso tempo di mostrare che dietro tanta apparente sicurezza si cela una paura così grande da corazzare la capacità di sentire nel vivere sociale e familiare. Il cerchio è lo sprone, la chiave, lo strumento che permette a noi fratelli di aiutarci a svelarci e ad uscire dalle armature ormai logore e troppo pesanti di un passato che, finalmente, inizia a mutare.

    • Stefania Nanni

      ottobre 28, 2015 at 8:38

      Grazie Francesco, tu sei proprio un esempio a me molto caro di questo Uomo nuovo. Grazie per la tua sensibilità ed attenzione, per il rispetto e la cura che dimostri verso le donne e tutte le relazioni in genere, per la determinazione e l’umiltà con cui continui a metterti in gioco.

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