Riflessioni sull’assenza e sulla presenza

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Cari lettori,

parto da me e da una riflessione recente.

Scusatemi per il lungo silenzio, io (cioè Alf) torno a riprendere, con forza e vigore, il mio angoletto, quello spazio la cui voce ha taciuto rispettosamente per un po’ di tempo.

L’assenza dà modo di guardarsi dall’esterno, astraendosi dai contesti abituali; di notare quanto siamo in realtà sempre collegati o rintracciabili. L’assenza è possibile oggi, visto l’alto utilizzo dei sistemi informatici e della comunicazione veloce?

Pertanto accetto il giogo dei telefoni cellulari e dei computer che onestamente utilizzo al minimo indispensabile e che ammetto essere necessari per l’attività lavorativa.

Quindi, cari lettori è inutile darsi per assente, giacché vale in termini imprenditoriali la massima: “Chi è assente ha sempre torto.” La vita umana consiste in un perenne confronto tra le condizioni esterne, percepite come realtà, e la materia che per definizione resiste sempre alla volontà del soggetto.

Faccio riferimento a quanto Bauman racconta di Ricoeur: “La visione della vita è come una nebulosa”. Come è noto le nebulose sono piene di stelle e noi non riusciremo mai a contarle tutte, in un firmamento che affascina e attrae.

Infatti, ogni luce della nebulosa per quanto brillante¸ non si pentirà mai del rischio di dovere o volere lottare per un posto al sole. E’ un po’ quello che avviene ai filosofi che sono appassionati del concetto della parola arché (punto di sovrapposizione tra l’inizio e la fine del processo di trasformazione).

In questa sede definiremo meglio il manager come persona che sa ascoltare la luce della nebulosa e vedere il suono dell’arché  acquisendolo come un nuovo valore nell’ambito dell’attività d’Impresa.

Occorre dialogare in maniera efficacie con la moltitudine delle persone, affinché si possa pensare ad un essere umano nuovo, sensibile all’arte della vita, pronto a cogliere tutti i messaggi e le sincronie che gli pervengono dalle nebulose.

In questo modo possiamo pensare di rendere esplicita la trasformazione  dell’uomo moderno.

 

Colgo l’occasione per salutare l’amico Carlo Colucci quale manager sensibile alle tematiche trattate, per invitarlo a dare il suo contributo al tema della Responsabilità Sociale d’Impresa e al processo di ricambio generazionale riguardante la futura “Classe dirigente”.

Alla prossima.….cordiali saluti

Commento

  1. Carlo Colucci

    maggio 21, 2015 at 10:42

    Ringrazio Alfonso per la sua ospitalità nel suo Blog ed inoltre della possibilità di poter disquisire, con lui, in questo seguitissimo spazio tematico, su alcuni argomenti a me cari sia per coinvolgimento professionale che per esplicita convinzione personale: tra questi la Responsabilità Sociale d’Impresa….(RSI); oltre all’altro argomento riguardante il ricambio generazionale in azienda che tratteremo in seguito.

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